L'educazione finanziaria è fra le
discipline meno insegnate in Italia a scuola, grazie alla compiacente
complicità di un sistema bancario/finanziario che ha fatto
dell'ignoranza del risparmiatore italiano un pilastro su cui
costruire le proprie fortune.
Pochi giorni fa la Consob ha reso nota
una propria ricerca sui comportamenti degli italiani dinanzi agli
investimenti che propone alcune importanti riflessioni, alcune delle
quali vedrò di sviscerare nei prossimi giorni.
Innanzitutto, dalla ricerca emerge che
l'investitore italiano ritiene di avere capacità finanziarie
superiori alla media, che ha limitate (e spesso assai confuse, ndA)
conoscenze finanziarie di base, ma ostentando una confidenza cogli
strumenti ben superiore alla realtà. E' avverso alle perdite
(curiosamente quando si tratta di gioco d'azzardo tale sentimento
muta radicalmente), si espone ad errori di valutazione che possono
distorcergli la percezione del rischio.
Se le conoscenze finanziarie sono
modeste, l'italiano cerca il consiglio di amici e parenti in primis,
seguito a distanza dalla ricerca di consulenti professionisti, ma in
generale viene dimostrata una scarsa capacità di orientamento nel
percorso di investimento.
In questo contesto scorrazzano lieti ed
instancabili i vari Madoff pronti a proporre su basi inesistenti
rendimenti certi (per sè stessi) ed allettanti ("fino ad esaurimento plafond").
E' vero che quando mi rivolgo ad un medico per farmi curare non debbo necessariamente avere una laura in Medicina, che quando necessito di un programma particolare per il pc non debbo necessariamente essere anche ingegnere/programmatore informatico. Ciò non mi esime dall'informarmi e dal chiedere maggiori informazioni possibili. Se il mio interlocutore è bravo, saprà trovare un linguaggio che mi "traduca" dal tecnico all'italiano corrente come si appresta a risolvere il mio problema.
Andrea Bertamino
Financial Partner
AZ Investimenti

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